HiFi vintage

​Anche se il panorama dell'alta fedeltà di massa sta rapidamente mutando le proprie sembianze e la smaterializzazione-integrazione dei supporti sonori conta sempre maggiori consensi, esiste ancora un discreto numero di persone che non vuole privarsi del piacere di ascoltare musica da un sistema ad Alta fedeltà tradizionale, usando anche supporti fisici quali CD, LP e nastri. E non si tratta -per fortuna- solo di anziani nostalgici legati al passato ma anche di ragazzi poco più che adolescenti (magari perché hanno ereditato i geni “buoni” dai loro padri…) che apprezzano e gradiscono ascoltare musica su questi oggetti, pur ovviamente, non rinnegando le tecnologie attuali.

Il mercato dell'HI-Fi passata dunque è vivo e vegeto, pur se ormai già troppo inflazionato e sommerso, assieme a parecchie cose interessanti, da molto vecchiume senza alcun valore sonico ed economico. E districarcisi non sempre è agevole

Valutare correttamente un’elettronica del passato non sempre è cosa facile soprattutto se, come spesso avviene, comprata a distanza. Molti sono gli elementi che concorrono a determinarne il prezzo finale, a volte è necessaria/preferibile la conoscenza della stessa per poterla collocare in una opportuna fascia di costo ed assegnarle il giusto valore.

Valore che va applicato in base alla classe di appartenenza di allora (economica, media, di pregio) alle effettive prestazioni, allo stato di conservazione e alla sua reperibilità sul mercato dell'usato. Altri parametri di valutazione sono la difficoltà di riparazione in caso di guasto, la disponibilità di ricambi e la presenza di modifiche rispetto all’originale.

​Va da sé che la voglia di possedere un determinato oggetto possa farci indulgere verso qualche piccolo difetto o un prezzo più alto della sua quotazione ma è comunque preferibile scartare quegli apparecchi venduti a prezzi molto inferiori alla media, a maggior ragione se si tratta di oggetti ricercati e non funzionanti; considerando che nessuno regala niente potrebbe riservare brutte sorprese. In rete girano alcuni apparecchi completamente non funzionanti, che sono stati in origine smantellati per riparare modelli identici e ricomposti poi con le varie parti guaste sostituite, si tratta quindi di rottami ormai irrecuperabili.

La prima cosa da verificare sul vintage è la presenza di riparazioni precedenti, più anziana è la macchina maggiori sono le possibilità che sia stata riparata nel corso della sua vita. Una manutenzione eseguita in modo impeccabile dovrebbe lasciare poche tracce di sé e l’interno dell’apparecchio apparire pulito e conforme all’originale. Anche se un componente storico dichiarato “mai riparato e perfettamente funzionante” sia oggi molto appetibile e quotato c'è da considerare una cosa: è alquanto difficile che una macchina di 35 – 40 anni fa, pur non presentando difetti evidenti, stia funzionando correttamente e con le caratteristiche di origine. E' sempre preferibile un controllo di laboratorio su questi apparati, per evitare in seguito guasti seri. L'invecchiamento dei componenti elettronici in uso è differente da quello di materiale NOS mai usato.

Se si ha la possibilità di provare l'oggetto prima dell'acquisto, alcuni controlli ci possono mettere relativamente al sicuro da eventuali delusioni in seguito, vediamole in dettaglio:

 

Amplificatori: oltre all'ascolto e ai soliti controlli di potenziometri e commutatori, è utile verificare che a volume molto basso, dopo un paio di minuti dall'accensione, il suono non scompaia da un canale né ci sia presenza di distorsione. Assicurarsi sempre che la temperatura dei dissipatori, se parliamo di stato solido, non sia eccessivamente alta a parte quelli in classe A; in assenza di suono non dovrebbero comparire rumore di fondo evidente (a parte il normale fruscio o leggero ronzio) o scariche improvvise. Nei valvolari la temperatura delle valvole finali dev'essere uniforme per tutte e non deve essere presente, se non appena percepibile, l'alone azzurro dell'anodica.

 

Cd player: la cosa più importante è ovviamente l’efficienza del laser, per motivi di costo del ricambio o per la sua disponibilità. L’efficienza del gruppo ottico ha una doppia importanza, non solo per la capacità di lettura di tutti i supporti ma anche per la resa nella qualità del suono, esattamente come avviene per la testina di un giradischi in cui l’usura dello stilo peggiora il sonoro, allo stesso modo un laser scarico “sporca” a causa degli errori di lettura (mascherati dal correttore di errore). Verificare la “carica residua” di un laser è piuttosto difficile in una prova “volante” poiché andrebbe misurato; il vecchio sistema di buttarci dentro il solito cd masterizzato consumato e vedere se legge tutte le tracce, funziona abbastanza bene con i lettori di fascia media ma con quelli di gamma alta è poco utile: queste elettroniche hanno circuitazioni potenti che riescono a spremere le ottiche fino all’ultima goccia, dunque inizierà a saltare quando il laser è oramai alla frutta. Il trucco di “tarare” l’ottica è in realtà solo un modo efficace per accorciare ulteriormente la sua durata e potenziale rischio di danno all’elettronica; questa è una regolazione di fabbrica che non andrebbe mai toccata.

Le macchine Philips (e loro derivate tipo Grundig-Marantz-Revox…) molto anziane (’82-’84) non è detto che leggano i masterizzati (alcune non lo fanno, altre no) anche se funzionano bene; e se lo fanno non bisogna pretendere che lo facciano con regolarità in particolare con alcune marche di CD-R. Attenzione a manometterle forzandole a leggerli, si rovinerebbero soltanto e il suono ne risentirebbe. Se lo fanno da sole bene, altrimenti ciccia. Quindi “fanno fede” i cd originali.

Gli altri problemi secondari della meccanica (carrello che s’inceppa, rumorosità, ecc.) sono di poco conto e tutti (quasi sempre) facilmente risolvibili con poca spesa.

Un'idea di massima di usura del lettore può venire dalla rumorosità della lettura: se si avverte chiaramente il rumore di rotazione stando vicino al lettore è molto probabile che abbia parecchie ore di lavoro a suo carico.

 

Registratori analogici (cassette e bobine): sono le sorgenti più rognose da valutare, solitamente l'usura di questi oggetti è elevata e la disponibilità dei ricambi generalmente scarsa. Quelli più costosi avevano meccaniche complesse e soluzioni tecniche particolari, per questo possono avere costi di manutenzione elevati perché bisogna rivolgersi a uno specialista. Se lo stato dei meccanismi è pessimo, se la meccanica è molto sporca o se l’usura delle testine e dei percorsi nastro è notevole conviene lasciar perdere, vuol dire che la macchina ha lavorato molto e la manutenzione è stata scarsa o assente. Se il registratore non è “marciante” e non è quindi possibile ascoltarlo controllare almeno lo stato delle testine e dei pinch-roller (la presenza di evidenti residui di nastro vecchio attaccato dovrebbe dissuadere dal prenderlo) l’osservazione dell’usura superficiale della tastiera di solito è un buon indicatore di quanto e come l’apparato è stato usato: una tastiera “consunta” e scolorita indica chiaramente un uso intensivo e prolungato nel tempo.

Revox resta sempre il marchio da consigliare almeno per i reel to reel, la qualità indiscutibile e la buona reperibilità dei ricambi li rende ancora appetibili. Akai e Teac si sono guadagnati negli anni ottima fama nel settore registrazione ma oggi reperire i ricambi, soprattutto testine e motori, è alquanto difficile e costoso, eccezion fatta per i Teac X-1000 abbastanza diffusi.

 

 

Casse acustiche: sono forse l’elemento più semplice da verificare anche perché gli altoparlanti nella maggior parte dei casi sono ispezionabili e all’ascolto eventuali rumori o distorsioni vengono fuori. Tuttavia un po’ d’attenzione in più per alcuni modelli vecchi e delicati, è sempre preferibile anche perché “certi trucchi” se ben celati possono passare inosservati anche all’occhio esperto. I tweeter sono gli elementi più delicati, porre attenzione che cupola e magnete siano originali (spesso vengono sostituiti quando l’originale brucia e il ricambio non si trova più o costa troppo) a basso volume non devono stridere o risonare; i woofer e i midrange se hanno le sospensioni rifatte non devono presentare sbavature. Fare attenzione all'allineamento del bordo esterno del cono che deve corrispondere al bordo esterno del cestello (dove attacca la sospensione) se è molto più in basso significa che il centratore ha ceduto e va cambiato. Anche l’aspetto del cono dev’essere pulito,senza macchie di umidità o deformazioni che ne alterino il comportamento.

I filtri di solito non danno problemi, a parte i soliti condensatori elettrolitici alterati in certe casse molto vecchie; piccole differenze timbriche o di livello tra due casse di oltre 20 anni fa sono da considerare accettabili se rientrano entro un paio di dB al massimo.

 

Giradischi e tuner non presentano particolari problemi di usura (tranne cinghia o puleggia per i primi) e in assenza di difetti evidenti non esistono controlli particolari da poter fare in fase di acquisto.

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