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Data di scadenza dei componenti elettronici


La carta ingiallisce, i metalli tendono a opacizzarsi o ad annerire, la gomma si sfalda; persino alcuni pigmenti di colore usati in dipinti famosi del 7/800 (quasi tutti di derivazione naturale o minerale) oggi stanno degenerando e reagendo con i pigmenti dei colori vicini, a causa del tempo. Quasi ogni tipo di materiale, naturale o sintetico che sia, non passa indenne al trascorrere del tempo; gli anni alterano lo stato superficiale o generale della materia; l'usura legata all'utilizzo accelera ulteriormente questo processo.

Alcuni componenti elettronici, così come per molte altre cose (le batterie e i fuochi d'artificio, per esempio) hanno una data di scadenza oltre la quale la loro efficienza e sicurezza non sono più garantite. I diversi materiali e gli elementi con cui sono costruiti, negli anni deperiscono e questo potrebbe causare dei malfunzionamenti o una perdita di caratteristiche se usati oltre tale data; per le batterie potrebbe essere ridotta la capacità o i cicli di carica, per i fuochi la sicurezza; ma per i componenti elettronici il discorso è più articolato, ci sono molte categorie di componenti e non tutti invecchiano allo stesso modo.

Alcuni di essi, come transistor e valvole, da nuovi non risentono molto degli anni se conservati in maniera opportuna e a distanza di 40 anni e piu dalla data di produzione, possono ancora essere usati. Una volta in uso però le loro caratteristiche decadono progressivamente nel tempo per il calore e il passaggio di corrente; un transistor o una valvola dopo 20 anni d'uso, pur se ancora efficienti, non avranno le caratteristiche che avevano da nuovi e neppure il suono.

Condensatori impregnati (gli elettrolitici, i carta-olio e i tantalio liquido) e le resistenze a impasto di carbone invece risentono molto degli anni anche se conservati nuovi e in buone condizioni; i materiali che li compongono invecchiando si alterano e, in questi casi, a differenza di valvole e transistor l’uso costante ne prolunga la vita utile perché il passaggio di corrente ha un effetto positivo sulla stabilizzazione di caratteristiche elettriche e meccaniche. Tuttavia anche loro decadono di prestazioni con l'uso.

Un tempo nei datasheet di questi componenti alcuni costruttori indicavano la durata di conservazione limite entro cui le caratteristiche dichiarate erano mantenute, se lo stoccaggio avveniva in ambiente non troppo umido o caldo.

I componenti montati all'epoca sulle elettroniche vintage che oggi hanno 35\40 anni non si possono per ovvi motivi, considerare efficienti com'erano allora; a maggior ragione del fatto che l'usura per alcuni di essi, accelera il processo di invecchiamento. Anche se nonostante tutto, molti di questi oggetti vintage, soprattutto se di buon livello qualitativo, continuano a funzionare ancora oggi senza aver avuto mai bisogno di assistenza. Questo è dovuto sicuramente al fatto che i progetti elettronici, quelli buoni, prevedevano una certa dose di tolleranza nelle specifiche della componentistica da usare, cosa necessaria perché condensatori, resistori e transistor in produzione in quegli anni avevano tolleranze sui valori molto alte, anche superiori al 20%. Progetti con restrizioni troppo rigide sulla componentistica da usare avrebbero richiesto selezioni del materiale molto lunghe, con conseguente aumento del tempo di lavorazione e del costo finale dovuti all'ampio scarto di materiale. Un secondo vantaggio di questa tolleranza nel progetto, che teneva conto anche della variazione di caratteristiche che subiscono i componenti col passare del tempo e con l'utilizzo, è proprio la longevità a lungo termine che ne deriva e che permette a molti di questi oggetti di lavorare ancora bene dopo 40 e più anni, magari senza grossi problemi.

Questa peculiarità costruttiva delle macchine del passato, ha anche contributo a rafforzare nel tempo l'idea comune che gli oggetti vecchi erano fatti meglio di quelli moderni.

Volendo fare un confronto tecnico tra un buon amplificatore costruito nella metà anni ‘70 e uno a cavallo tra fine ‘90 e primi 2000, si vede che il progetto dell'ampli moderno si basa sulla componentistica attuale, con tolleranze strettissime che permettono di spingere le prestazioni strumentali più in alto rispetto al passato. Tuttavia però, col tempo e l'usura la componentistica sposta di valore e il circuito va fuori specifiche, dando luogo a malfunzionamenti, molto più comuni nelle elettroniche odierne.

Quello dell'invecchiamento, è un fatto che per forza di cose incide anche sul rendimento nel tempo.

Pensiamo a una testina fono mm nuova: l’usura dello stilo comincia dal momento in cui inizia a suonare il primo LP e avanza man mano; giunta a quota 1000/1500 LP e il momento della sua sostituzione, non possiamo pensare che abbia suonato con la stessa qualità di nuova, tutti i dischi dal n°1 fino all’ultimo… è più verosimile che abbia seguito un costante e leggero deterioramento qualitativo nel tempo ma che non lo abbiamo notato fino a quando non è diventato consistente. A meno che non la compriamo già molto usata e notiamo subito che suona male...

Applicando lo stesso ragionamento alle elettroniche vintage si comprende che è difficile stabilire, se non in linea generale, come suonasse un apparecchio all'epoca se consideriamo che gli anni e l'uso hanno inciso per un buon 50% sul suono che ha oggi.


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