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Ieri il dilemma era: LP o CD? Oggi è: CD o liquida?


Il lettore CD è considerato da molti una sorgente ormai obsoleta e scomoda, soprattutto in relazione alla musica liquida in HD, anche se viene ancora prodotto da diversi costruttori e sono in tanti, me compreso, a volerlo tuttora utilizzare.

Personalmente non mi va di rinunciare al piacere di ascoltare e maneggiare un supporto fisico su cui è inciso un qualcosa, è stampata una copertina, ha un suo peso una forma e un odore caratteristico. La musica liquida è un surrogato, una sintesi, del lavoro musicale, si potrebbe definire la sua versione light.

Però a parte gli aspetti di tipo “filosofico” ci sono anche quelli di tipo qualitativo: molte persone trovano ancora che il cd suoni meglio della liquida, o comunque più piacevole. E spesso è così, anche se il formato è limitato al vecchio 16/44.1 ci sono lettori dal suono molto bello, assai più gradevole di un file 32/192 o 24/96; esempio ne sono i vecchi modelli di scuola Philips basati sul classico dac TDA1541, uno dei primissimi convertitori 16 bit quasi universalmente riconosciuto dagli audiofili, come uno dei più musicali. Ancora oggi. In questo caso la risoluzione pur se bassa, ha un ruolo secondario, perché oltre i 24/96 (nativi) non si avvertono più incrementi della qualità sonora, anzi, se il materiale di partenza è a risoluzione bassa (nel caso di un remastering) si può ottenere un udibile peggioramento. Addirittura anche il TDA1540 del 1981, primo dac Philips a 14 bit, risulta a volte ancora più musicale del fratello a 16.

Nella riproduzione musicale il colore riveste un ruolo importante, in certi casi essenziale, per la gradevolezza all’ascolto, player come il Philips CD 960, il CD 204, il Marantz Cd 94 o il Revox B 225 che appartengono alla primissima generazione di macchine digitali, rendono ancora oggi un suono di grande bellezza, non precisissimo e pulitissimo come in certe sorgenti moderne, ma spesso più bello. Difficilmente ritrovabile in un file. Tale bellezza è la voce caratteristica di queste macchine, il loro colore, appunto e non si può replicare con un software; esso dipende dal circuito e dalla componentistica per il 60%, il restante 40 viene dalla meccanica, dal tipo di costruzione e dai materiali utilizzati.

Macchine molto simili che suonano diverse

I dac 1540 e 1541 Philips sono stati utilizzati negli anni da molti costruttori, sia in player di fascia medio/bassa che di classe elevata, alcuni di questi erano quasi dei cloni di modelli Philips o ne usavano intere sezioni (schede, meccanica di lettura, alimentazione) con qualche modifica; certi suonavano meglio e certi altri peggio. Rispetto ai lettori di base a cui si ispiravano.

Nei primi anni 80 anche Sony montava i 1541 su alcuni suoi lettori di gamma top che però, pur facendo intuire il timbro del 1541 al loro interno, mancavano di quella “magia” tipica del sound Philips prima maniera.

Erano dei Sony che suonavano da Sony ma con qualcosa del carattere Philips; qui la meccanica di lettura e la sua struttura davano il loro imprinting ben preciso. Perché il “sound”, il colore tipico, è dato dalla sorgente nel suo insieme (meccanica di lettura, tipo e qualità della componentistica, telaio, dac, ) mentre l’impronta di base deriva unicamente da meccanica e chassis. Detto ciò si potrebbe pensare che la liquida da questo punto di vista, sia favorita per l'assenza di meccanica e che il sound derivi solo dal dac. Teoricamente è così ma nella realtà il risultato è influenzato da più variabili che in un lettore CD, anzitutto dal tipo di pc/media player/media station su cui sono archiviati i file e poi dal tipo di connessione col dac; da tipo e risoluzione dei file di partenza (in rete circolano molti flac hi-res e dsd che derivano però da formati a bassa risoluzione o da mp3). Mentre nei cd il formato di partenza era per forza il 16/44.1 se non più alto.

In definitiva, si ripropone oggi anche un'altra, medesima condizione che si ritrovava nel dilemma giradischi/cd negli anni ‘80: allora era più facile far suonare bene il cd che il giradischi perché quest’ultimo era più difficile da mettere a punto perché renda al meglio.

Oggi è più facile che suoni meglio il cd rispetto alla liquida, che per suonare meglio richiede più attenzioni e costi, rispetto alla sorgente concorrente.

#Musicaliquida #lettorecd

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