Hi-Fidelity

L'Alta Fedeltà “moderna” esiste ormai da più di 50 anni, già nella metà degli anni '60 infatti cominciavano a nascere oggetti dal suono molto musicale, in grado di soddisfare ancora oggi le orecchie più raffinate ed esigenti; in questo lasso di tempo così ampio le tecnologie i circuiti e le filosofie progettuali si sono evolute e differenziate moltissimo ereditando ognuna i suoi sostenitori e i suoi oppositori. Se rimaniamo, per non generalizzare troppo, nel solo campo degli amplificatori troviamo modelli a valvole – a transistor bipolari – a Mosfet – a IGBT - ibridi valvole/Fet – a commutazione - digitali. E per ognuna di queste categorie una infinità di variazioni sul tema e un'immensità di marchi che producono questi stessi oggetti con nomi e abiti diversi.

Personalmente penso che non abbia senso progettare oggi un ennesimo amplificatore che rientri in una di queste categorie o che ne sia  una sapiente mescolanza, semplicemente perché esistono già molti validi prodotti che soddisfano pienamente requisiti di qualità costruttiva, musicalità e bellezza. E non credo nel miglioramento all'infinito. Un progetto di per sé già valido si può affinare e migliorare entro certi limiti sostituendo componenti, modificando delle sezioni, aggiungendo elementi; ma una volta raggiunto l'apice del suo rendimento non è possibile andare oltre, se non stravolgendolo.

Per questo penso che la vera High Fidelity sia oramai quella del passato, quando c'era ancora tanto da fare in questo settore e la ricerca tecnica aveva ancora molta strada davanti; quando la musica si ascoltava soltanto dai supporti fisici e quella liquida non era nemmeno immaginabile.

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© 2018 by Gennaro Muriano - email murianoresearch@live.it